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Ultimo aggiornamento: 19:27
Si tratta della più grande interruzione mondiale del trasporto aereo dai tempi della pandemia di Covid. La crisi iraniana – seguita all’attacco di Usa e Israele e la risposta di Teheran contro gli Stati del Golfo – sta provocando la cancellazione di migliaia di voli e non solo nei trafficatissimi hub di Dubai e Doha.
Con l’allargarsi del conflitto aumentano le chiusure degli spazi aerei e conseguentemente le compagnie aeree di tutto il mondo stanno sospendendo sempre più voli da e per il Medio Oriente. Essendo gli scali del Golfo spesso utilizzati come tappa intermedia verso destinazioni in Asia, Africa o Europa l’interruzione sta riguardando tratte aeree che collegano tante parti del pianeta. Le interruzioni si stanno così diffondendo, portando alla cancellazione di oltre 12.300 voli, inclusi quelli presso i principali hub di transito.
Quindi non solo turisti bloccati a Dubai o nelle altre zone a rischio. Le conseguenze sul settore aereo sono sempre più rilevanti. Secondo quanto riferisce Bloomberg che cita i dati del portale di monitoraggio Flightradar24, ad esempio Klm ha sospeso il resto dei suoi voli per la stagione invernale da e per Tel Aviv, a partire da domenica. Ha anche interrotto i voli da e per Dammam e Riyadh, Arabia Saudita, e Dubai fino al 9 marzo. British Airways ha cancellato i voli per Amman, Abu Dhabi, Bahrain, Dubai, Doha e Tel Aviv almeno fino a martedì. Tutte le compagnie del gruppo Lufthansa hanno sospeso i voli per Tel Aviv, Beirut, Amman (Giordania), Erbil (Iraq), Dammam (Arabia Saudita) e Teheran fino all’8 marzo. Il gruppo ha anche deciso di non utilizzare lo spazio aereo sopra Israele, Libano, Giordania, Iraq, Qatar, Kuwait, Bahrain, Dammam e Iran fino all’8 marzo. I voli da e per Dubai sono sospesi fino al 4 marzo, e lo spazio aereo sugli Emirati Arabi Uniti non sarà utilizzato durante lo stesso periodo.












