'Con te Con tutto' "è una dichiarazione molto esplicita di apertura verso l'altro inteso sia come essere umano sia come tutto ciò che è altro da sé".
È Chiara Camoni, il cui lavoro animerà gli spazi del Padiglione Italia alla sessantunesima Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, dal 9 maggio al 22 novembre, a spiegare così la dimensione 'corale' del progetto che nasce anche dal suo lavoro "fatto a casa, in giardino, in cui ho visto come pian piano entrassero i miei figli, gli amici, i vicini di casa, alcune classi scolastiche, partecipando sempre di più: ho realizzato che l'autorialità era qualcosa che si potesse aprire", dice l'artista nella conferenza stampa con cui è stato presentato il progetto promosso dalla direzione generale Creatività Contemporanea del ministero della Cultura nella cui sede si è svolto l'incontro.
Un'occasione in cui si rinnova la polemica che aveva contrapposto il ministro della Cultura Alessandro Giuli (presente con un intervento video all'incontro) e il presidente della Fondazione La Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco per la partecipazione della Federazione Russa alla Biennale, decisione che Giuli ribadisce che il governo non condivide: "Come ministro della Cultura, ritengo che l'arte di un'autocrazia sia libera soltanto nella misura in cui sia dissidente rispetto a quella autocrazia. Quando è scelta dai vertici di uno Stato autocratico, non ha la libertà consentita alla pura espressione artistica: quell'espressione che il popolo ucraino vede ogni giorno calpestata dalle bombe della Russia che, da oltre quattro anni, ne ha invaso i confini, le case, la libertà". A fine incontro la replica di Buttafuoco che ringrazia il ministro "perché questa diversità di posizione, dettata dalle regole, dalle procedure e dalle leggi perfino quelle internazionali, conclama l'autonomia di una istituzione che da 130 anni in una città speciale e particolare, qual è Venezia, costruisce il sentiero dove chiusura e censura sono ancora una volta fuori dall'ingresso della Fondazione La Biennale". Una scelta che non convince il collettivo femminista russo Pussy Riot: in un un post l'annuncio che protesterà contro quella che viene definita "una decisione politica dell'Italia".













