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Ultimo aggiornamento: 9:11
di Giovanna Gabetta
Molti dicono che il risultato della guerra in Iran sarà l’aumento del costo del petrolio, con le ricadute economiche che possiamo prevedere. Io però vorrei anche proporre un’analisi un po’ diversa. Nel 2023 ho pubblicato un piccolo libro intitolato Lo struzzo energetico – che non ha avuto successo – nel quale riportavo e commentavo una conferenza dell’Ammiraglio Hyman Rickover, il padre dei sommergibili nucleari americani. L’Ammiraglio sosteneva che il nostro benessere dipende dalla disponibilità di energia a basso prezzo. Già allora, secondo lui, sarebbe stato necessario cercare di ridurre i consumi. Noi non abbiamo fatto nulla in questa direzione, ma anzi continuiamo a teorizzare che occorre crescere.
Andando avanti così, dobbiamo aspettarci sempre più conflitti. Sembra che tutto questo si stia realizzando. Purtroppo le cosiddette energie alternative non sono in grado – almeno per ora – di sostituire i combustibili fossili. Per di più, non sono affatto rinnovabili. Per realizzare le pale eoliche oppure i pannelli solari occorrono molte risorse non rinnovabili, e molta energia che non si può ricavare dalle rinnovabili stesse. Per il momento la soluzione disponibile è quella di consumare meno, e uno dei modi per consumare meno sarebbe ridurre il traffico delle merci. Ma vi immaginate che cambiamento richiederebbe smettere di comperare, ad esempio, la plastica usa e getta dalla Cina?








