Roma, 9 mar. (askanews) – Per l’economia europea, le ricadute della crisi in Iran dipenderanno da durata e gravità del conflitto. “Se ci fosse una rapida de-escalation, con danni limitati a forniture e infrastrutture di energia probabilmente l’impatto sarebbe limitato. Tuttavia, se le forniture e le infrastrutture di energia venissero persistentemente prese di mira si rischia di esporre l’economia globale a uno shock stagflazionistico sul lungo termine”. Sono i due scenari previsionali descritti dal commissario europeo all’Economia, Valdis Domrovskis, nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.
Il lettone ha invece mostrato una linea molto cauta sulle ipotesi allarmistiche di ricorso alle scorte di petrolio, che erano state fatte trapelare per una riunione straordinaria in teleconferenza dei ministri delle Finanze del G7, convocata dalla presidenza di turno della Francia. Le scorte esistono “esattamente per situazioni come questa. Se ci troviamo di fronte a una crisi, con problemi sugli approvvigionamenti, possiamo intervenire. Ma in prospettiva – ha detto Dombrovskis – non vediamo alcun segno di carenza strutturale nelle forniture, che, da questo punto di vista, giutificherebbe l’intervento”.














