Famiglia del bosco, la grande assenza di umanità: una battaglia sulla pelle dei tre bambini

lunedì 9 marzo 2026 di Guido Boffo

Tra qualche giorno saranno quattro mesi che la famiglia del bosco è stata divisa e in questo lasso di tempo abbiamo assistito a un progressivo e avvilente oscuramento della ragione (oltre che delle ragioni).

Dalla politica ai magistrati, dagli assistenti sociali ai genitori, ci si è trincerati dietro posizioni di principio che hanno alimentato una battaglia sulla pelle dei tre bambini, con nessun riguardo rispetto alla loro salute psicologica e al bisogno primario di crescere in un contesto familiare.

Ma gli attori di questa favola al contrario, distopica e francamente disturbante, non sono sullo stesso piano. Il padre e la madre hanno un livello di coinvolgimento emotivo che, se non giustifica certi irrigidimenti o eccessi, d’altra parte avrebbe meritato una risposta comprensiva e di buon senso. Invece i professionisti arruolati in nome della dottrina - ci auguriamo non dell'ideologia - sembrano mancare di una qualità che è fondamentale quando si fa irruzione nelle vite degli altri: il discernimento. Di cosa si tratta? Della capacità di distinguere le regole dalle circostanze, di cercare soluzioni al di fuori da schemi rigidi e formali, di separare le competenze dall'immedesimazione.