A quattro mesi dal suo inizio, l’odissea della famiglia del bosco diventa sempre più un caso di cattiva gestione pubblica e incapacità della giustizia di rimediare ai guai che combina. Che problema avevano, i tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham? Di certo si sa che papà e mamma andavano d’accordo, che amano i figli e ne sono ricambiati. Regnavano armonia e stabilità emotiva, le condizioni fondamentali per crescere sani, e questo non è mai stato messo in discussione neppure da chi ha tolto i bambini ai genitori. Il problema, si è detto, è che non venivano curati, anche se stavano benone, non erano istruiti adeguatamente, ma per l’Ocse un italiano su tre è analfabeta funzionale, e vivevano in una casa disagevole, più o meno come più della metà di quelle dell’Italia del Dopoguerra, dove sono cresciuti i baby boomer, la generazione più felice e più fortunata della storia. Adesso come stanno questi piccoli sventurati? Sono stati vaccinati, ma sono diventati isterici e violenti.

Non è dato sapere quali progressi scolastici abbiano fatto. Si sa però che c’è un progetto per rendere più confortevole la casa nel bosco e sono piovute offerte di alloggi a norma pronti a ospitare tutti nel frattempo. Anziché avviare le pratiche del ricongiungimento famigliare, i bambini sono però stati allontanati dalla madre, cacciata dalla casa comunità tra le urla, in quanto giudicata ostile. Verranno anche trasferiti da Vasto in una struttura di Teramo, perché gli assistenti sociali ritengono ormai ingestibile la situazione e si rende necessario un cambio di scenario.