Dai luoghi della memoria francescana, a 800 anni dalla morte del patrono d’Italia, fino al tempio dedicato a un altro “santo” – molto più laico – venerato a Napoli. Ripartono, come di consueto, le Giornate Fai di Primavera: e quest’anno, per la prima volta, i visitatori potranno andare alla scoperta dello Stadio Maradona. Ma i luoghi aperti in tutte le regioni saranno centinaia, con visite a luoghi spesso poco conosciuti o valorizzati, molti dei quali di solito inaccessibili. L’appuntamento con il più grande evento di piazza del Fondo per l’Ambiente Italiano, dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del Paese, è in programma sabato 21 e domenica 22 marzo.
Un patrimonio multiforme, distribuito ora su 780 luoghi in 400 città italiane, dalle Alpi alle isole: ville, castelli, chiese, luoghi di educazione e ricerca, laboratori artigiani e aree naturalistiche, oltre che sedi istituzionali, teatri, collezioni d’arte e siti produttivi. «Quello tra il Fai e lo Stato è un rapporto di mutuo amore nei confronti di ciò che rende l’Italia una nazione dei primati», ricorda il ministro della Cultura Alessandro Giuli. «Questo non è solo un privilegio ereditato ma un dovere da condividere». Talmente condiviso da aver coinvolto nelle 33 edizioni passate una rete di 13 milioni di italiani e oltre 17 mila monumenti mai o poco aperti in più di 7600 città, paesi o campagne.










