Ancora due settimane e gli italiani si esprimeranno sul referendum per rinnovare la giustizia italiana, con la separazione delle carriere e la nomina per sorteggio dei membri del CSM come riforme principali messe sul tavolo.
A “In Altre Parole”, programma condotto su La7 da Massimo Gramellini, che riflette e approfondisce ogni fine settimana un argomento che scalda il dibattito del nostro Paese, è intervenuto Nicola Gratteri, magistrato e procuratore di Napoli, sostenitore del fronte del NO al referendum. Gratteri, in particolare, ha sottolineato i costi di questa riforma. Attualmente, infatti, il CSM costa circa 47 milioni di euro: con la proposta di istituirne due separati — uno per i pubblici ministeri e uno per i giudici — la spesa triplicherebbe. Gratteri spiega: “Se facciamo due CSM dobbiamo fare due volte 47 milioni più altri 47 milioni per l’Alta Corte, senza contare gli edifici. Almeno due edifici che dovremo comprare o affittare all'interno del grande raccordo anulare a Roma per fare 3 uffici”. Il totale stimato si aggirerebbe, perciò, intorno ai 150 milioni di euro, un impegno economico considerevole su cui il procuratore invita a riflettere: “Questi soldi da dove li prendiamo?”.












