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Ultimo aggiornamento: 16:11

Ospite di DiMartedì, su La7, il procuratore capo della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, affronta le recenti polemiche che dalla destra investono il finanziamento della campagna del No al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, in programma il 22 e 23 marzo 2026.

Il nodo della discussione riguarda le accuse mosse da alcuni giornali di destra secondo cui i magistrati che sostengono il No non avrebbero trasparenza sui fondi raccolti. Gratteri risponde entrando subito nel merito dei finanziamenti: “Intanto, allo stipendio dei magistrati ogni mese è detratta una quota per l’iscrizione all’Associazione Nazionale dei Magistrati. Poi scusi, stasera io sono qui. Lei, Floris, mi paga? No, non mi paga. Ma perché allora non facciamo una commissione? Ci sono tante commissioni in Italia, facciamone una. Vediamo come si finanzia chi cerca i voti per il No e come si finanzia chi cerca i voti per il Sì”.

Il magistrato solleva un dubbio di opportunità etica sui finanziamenti alla campagna per il Sì: “A me risulta che i magistrati hanno messo una quota di 20 euro a testa. Non so altri. Non so se ci sono, ad esempio, delle fondazioni che fanno propaganda per il referendum“.