La carica dei Millennial sbarca al Whitney Museum of American Art e si prende la scena della Biennale 2026.
La 82/a edizione di quella che è una delle più importanti e longeve mostre d'arte contemporanea negli Stati Uniti, dedicata esclusivamente all'arte americana, a differenza delle precedenti edizioni, non ha un vero e proprio titolo, semplicemente 'Whitney Biennial 2026' (8 Marzo 8-23 agosto 2026) e presenta un panorama artistico plasmato da un periodo di profonda transizione.
Curata da Marcela Guerrero e Drew Sawyer, i 56 artisti scelti, di cui oltre la metà nata dopo il 1981, quindi Millennial, con le loro opere traghettano i visitatori in un ambiente che evoca tensione, dolcezza, humor e ansia, e catturano la complessità del presente proponendo forme di coesistenza fantasiose, ribelli e impreviste.
Come hanno spiegato i due curatori durante la presentazione alla stampa, la Biennale, sponsorizzata tra gli altri della Fondazione Bulgari, esplora varie forme di relazionalità, sia a livello macro, con sistemi complessi, sia a livello micro con interazioni individuali o gruppi ristretti. "La ricerca degli artisti - hanno detto - è iniziata da Porto Rico e in un arco di tempo di 12 mesi ha comportato circa 350 visite tra studi artistici e mostre sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo. Siamo partiti dall'idea di presentarci con una mente aperta senza predeterminazione e abbiamo ascoltato ciò che gli artisti avevano da dirci". Inizialmente era stato deciso di non far partecipare artisti che sono stati ad una delle precedenti edizioni poi invece è stata fatta un'eccezione con Andrea Fraser, artista e critica d'arte statunitense pioniera della 'critica istituzionale', ossia alle istituzioni del mondo dell'arte. Ha partecipato anche alla 45/a edizione della Biennale di Venezia nel 1993. "Si fanno le regole e poi le si infrangono - ha sottolineato la Guerrero -. Nel 2024 Fraser mi mandò una email per parlarmi del lavoro della madre, Carmen de Monteflores, ma poi vedendo le loro opere, e il loro lavoro straordinario, abbiamo deciso di portarle entrambe alla Biennale". La Fraser, che vive e lavora tra New York e Los Angeles, è presente con 'Untitled (Object) IV' (2024) mentre de Monteflores con 'Four Women' (1969).







