"Se non partiamo dalla base, non possiamo risolvere i problemi. Sono convinta che la riforma della giustizia interviene anche su materie come immigrazione e sicurezza", dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ospite di Fuori dal coro su Rete4.

La premier ricorda che questi due temi viaggiano su tre livelli: le leggi "messe a disposizione" anche dal governo, il lavoro delle forze dell'ordine e la "magistratura che faccia rispettare le leggi". "Se uno dei tre livelli non funziona - aggiunge - il meccanismo si inceppa e io conosco moltissimi casi nei quali il meccanismo si è inceppato". Meloni cita le "devastazioni dei centri sociali a Roma e a Torino", dove "non c'è stato nessun seguito giudiziario" e "addirittura i giudici hanno annullato il Daspo fatto agli antagonisti". Sulla seconda materia, ha aggiunto: "Non devo ricordare le continue interpretazioni forzate delle norme per impedirci di governare il fenomeno dell'immigrazione". Ancora un attacco alle toghe.

Annuncia poi una “novità. Ora i giudici non hanno convalidato il trattenimento in Albania di un altro immigrato stupratore di minore, condannato per violenza sessuale su un minore. Cioè a un pedofilo che entra illegalmente in Italia, e stupra un minore, io non lo posso trattenere, non lo posso rimpatriare, e rischio perfino che i giudici gli diano la protezione internazionale. Gli stessi che sono così comprensivi con i criminali stranieri magari poi usano il pugno duro con chi si difende da una rapina in casa", aggiunge la premier criticando anche il lavoro di alcuni magistrati.