Il “no” del Comune di Firenze ai crocifissi e ai presepi nelle scuole comunali ha un significato culturale e politico generale. Al di là dei cavilli a cui la maggioranza di sinistra si è richiamata (il principio dell’autonomia scolastica) e della questione in sé, è interessante la motivazione ideologica di Pd e compagni: la «complessità della nostra società multiculturale». Il multiculturalismo è la scelta strategica della sinistra woke e, fra l’altro, mostra ormai la totale irrilevanza della componente cattolica di quello schieramento. L’ideologia multiculturale vuol dire, in pratica considerare il nostro Paese come una pagina bianca, come se non avesse un’identità e una storia. Come se fosse un teatro vuoto in cui s’insediano allo stesso titolo popoli, culture e costumi diversi. Così, di fatto, verrebbe cancellata ogni politica di integrazione degli immigrati perché non ci sarebbe più una nazione in cui integrarsi. Neanche uno Stato. Perché dovrebbero trasformarsi in cittadini italiani? Sarebbe opinabile anche la nostra cultura giuridica: perché la Costituzione e non la Sharia? E perché la lingua italiana e non, alla pari, tutte le altre?
Dovrebbe essere azzerata la nostra cultura. A cominciare dai programmi scolastici: perché studiare Dante, Petrarca, Leopardi e Manzoni, la Bibbia o Giotto e Caravaggio o la scienza galileiana anziché le culture del Senegal o del Bangladesh? Dovremmo cancellare dalla vita scolastica e sociale anche le festività: la domenica, il Natale e la Pasqua. Perfino il computo degli anni. Se il Comune di Firenze fosse coerente non si limiterebbe alle pareti delle scuole: dovrebbe decristianizzare l’intera città e l’unico modo sarebbe raderla al suolo perché dovunque esprime una millenaria cultura cristiana e un’antica identità italiana. Perché imporre a tutti la vista del campanile di Giotto e della cupola del Brunelleschi e fare festa la domenica vista “la pluralità delle convinzioni religiose” e il dovere di non ledere “la libertà di coscienza” di chi ha altre fedi e culture?







