Includere escludendo. Se poi l’assioma lo si applica a tutto ciò che per la sinistra è come polvere negli occhi ancora meglio. Lo conferma l’ultima decisione - che ribadisce la posizione consolidata - del Consiglio Comunale della Firenze a guida Pd & compagni: nessun simbolo religioso, che sia croce o presepio, potrà entrare nelle aule delle scuole cittadine, bocciata la proposta di un consigliere dell’opposizione. Palazzo Vecchio pone il veto facendosi forte della formuletta magica «neutralità dello Stato laico». Tuttavia, la vexata quaestio non riguarda stavolta il campo normativo ma piuttosto la superficialità con cui si liquida il peso del cristianesimo nella Firenze moderna in base «alle scelte pedagogiche delle scuole che devono riflettere la complessità della nostra società multiculturale», come recita la nota diffusa dal Comune. Firenze infatti non ha «simboli» cristiani: Firenze è un “libro” cristiano di pietra e colori. Il giglio emblema della città e della purezza mariana ne rappresenta la fusione. Denudate Firenze dell’iconografia cristiana e al suo posto resterà una palude. La sua pianta è una mappa costruita nei secoli attorno a un’architettura devozionale e civica che non ha eguali, forse addirittura superiore a Roma. Il quadrilatero dei santi racchiude il centro fra Piazza Santa Croce (Francescani), Santa Maria Novella (Domenicani), Santo Spirito (Agostiniani) e Santissima Annunziata (Servi di Maria). Molte delle antiche porte prendono il nome dai santi: Porta San Frediano, Porta San Giorgio, Porta San Gallo. Il cuore stesso della città, via Calzaiuoli e Orsanmichele, testimonia come commercio (quello che ha reso internazionale Florentia) e fede fossero intrecciati. Orsanmichele, “San Michele in Orto”, era l’unica chiesa al mondo dove il profitto (era la sede centrale del mercato del grano) veniva posto sotto la protezione divina: un cristianesimo civile che oggi farebbe scandalo. Il tutto all’ombra della Cupola del Brunelleschi, il genio che abbraccia la fede e va oltre l’ingegneria, rappresentando la volta celeste e il manto della Madonna steso a proteggere il popolo.
Firenze? Se perde la croce perde anche se stessa | Libero Quotidiano.it
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