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8 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:34
Con l’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente e dopo i missili e droni lanciati dall’Iran verso diversi Paesi del Golfo — alcuni dei quali intercettati dalle difese aeree sopra Dubai, con frammenti caduti in città causando danni e almeno una vittima — l’ondata di panico sta spingendo molti espatriati a tentare di lasciare il Paese. E tanti si lasciano alle spalle i loro animali domestici, cercando di affidarli a qualcuno o abbandonandoli precipitosamente in mezzo alla strada. Peggio: le cliniche veterinarie denunciano di ricevere richieste di eutanasia per animali in perfetta salute, mentre i volontari dei rifugi raccontano di cani e gatti lasciati nel deserto e nelle abitazioni ormai vuote.
Le ragioni stanno in un mix di costi elevati, paura e ostacoli burocratici difficili da superare nel breve periodo. Organizzare il trasferimento internazionale di un animale richiede procedure che possono durare settimane o mesi: dall’applicazione del microchip alla vaccinazione antirabbica, fino al test sierologico che impone un’attesa di almeno ventuno giorni prima del viaggio. Molti residenti, colti di sorpresa dall’instabilità regionale e dalle limitazioni ai collegamenti aerei, con l’aeroporto di Dubai che ha riaperto ma funziona a singhiozzo, non riescono o non sono disposti a occuparsi degli amici a quattro zampe.









