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Ultimo aggiornamento: 13:08

Durante il primo giorno di questa folle guerra mi trovavo in viaggio con tappa a Dubai. Io e mia moglie eravamo in difficoltà per il blocco dei voli. Due giovani trentenni e un terzo più giovane si sono uniti a noi per trovare una soluzione. Il ragazzo in sei ore di lavoro indefesso su Internet, finalmente, è riuscito a trovare voli alternativi e a riportarci, con qualche scalo in più, a casa.

Questa vicenda mi ha fatto riflettere sugli Angeli custodi, in quanto questa giovane coppia è come se ci avesse adottato per supplire alle nostre carenze informatiche, tecnologiche e linguistiche. Secondo la tradizione cristiana l’Angelo custode è un’entità che promana da Dio e che viene inviata sulla terra per assistere, con riservatezza, ognuno di noi. La discrezione consiste nel fatto che non si appalesa e non costringe, ma consiglia e propone un aiuto. Purtroppo, accanto, esisterebbero (sempre secondo la tradizione) diavoli tentatori.

Da un punto di vista psicologico, inconsciamente, ognuno acquisisce nell’infanzia la convinzione profonda che esista qualcuno che agisce su di noi. Nasciamo inermi e abbiamo bisogno dell’aiuto e assistenza da parte di figure genitoriali, ma anche di tante altre persone fra cui parenti, medici, insegnanti, assistenti sociali e amici. Questa fragilità, molto particolare e quasi esclusiva della nostra specie, in quanto molti altri animali hanno già alla nascita maggiore autonomia, ci porta a sentire inconsciamente il bisogno dell’altro. L’evoluzione sociale e la costruzione di civiltà sono, presumibilmente, il frutto di questo profondo bisogno inconscio. Purtroppo nel tempo disillusioni o esperienze traumatiche ci porteranno ad essere scettici. Se notate i bambini si affidano, mentre molti adulti appaiono chiusi in una terribile solitudine esistenziale.