PORDENONE - Il pensiero più forte, durante l'udienza di convalida del fermo, è stato per il figlio disabile di 45 anni. Un passaggio che ha segnato uno dei momenti più intensi della mattinata in tribunale a Pordenone, dove Loriano Bedin, 67 anni, reo confesso dell'omicidio dell'imprenditore e patron di TelePordenone, Mario Ruoso, ucciso mercoledì 4 marzo, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari Francesca Vortali.
Secondo quanto riferito dall'avvocato della difesa, Giorgio Mazzucato del Foro di Padova, Bedin avrebbe manifestato forte preoccupazione per il figlio, che vive con la madre ma mantiene con lui un rapporto molto stretto. «Per il figlio – ha spiegato il difensore – il padre rappresenta un pilastro». Proprio questo pensiero contribuirebbe allo stato di profonda sofferenza emotiva che l'uomo starebbe vivendo dopo i fatti.
Bedin è arrivato in tribunale con il capo coperto da un cappuccio, scortato dalla polizia penitenziaria. È apparso fortemente provato. Nel corso dell'udienza di fronte al gip Francesca Vortali, con il pm Federica Urban, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande nel merito dell'accaduto. Ha invece fornito alcune informazioni relative alla propria situazione personale, familiare e lavorativa, rispondendo alle domande sullo stato di famiglia, sull'attività professionale e sulle relazioni sociali.














