PORCIA (PORDENONE) - Loriano Bedin, in carcere per l'omicidio premeditato dell'imprenditore Mario Ruoso, appare ancora disorientato. Le uniche visite che ha potuto ricevere nella casa circondariale di Pordenone sono quelle del suo legale, l'avvocato Giorgio Mazzucato. Ha tuttavia ottenuto l'autorizzazione per due telefonate: una alla compagna, con la quale ha potuto parlare, l'altra la moglie, un colloquio che per motivi tecnici è previsto nei prossimi giorni.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Federica Urban, domani proseguiranno con gli accertamenti tecnici da parte del personale della Polizia scientifica di Pordenone, del Gabinetto interregionale di Padova e degli esperti che arriveranno da Roma. Saranno esaminati, con la formula degli atti irripetibili, la Mercedes di Bedin e il suo ufficio in via Dogana per cercare tracce di sangue con il luminol. Gli investigatori torneranno anche nell'appartamento di Ruoso. «In quel caso - spiega Mazzucato - non potremo partecipare con i nostri consulenti. Sono previste ricostruzioni in 3D». Al legale è stato inoltre segnalato come la porta di accesso, forzata dal nipote di Mario Ruoso per poter soccorrere lo zio, fosse socchiusa: «È una circostanza da verificare», osserva. Ma l'accesso al settimo piano è impedito dai sigilli posti dalla Mobile sull'ascensore, sulle porte di ingresso e sull'ultima rampa di scale.






