PORDENONE - La prima notte in carcere è stata molto dura per Loriano Bedin, il 67enne di Tiezzo sottoposto a fermo per l'omicidio dell'imprenditore Mario Ruoso. «L'ho trovato molto provato», conferma l'avvocato Giorgio Mazzucato, che ieri mattina è andato all'Ufficio matricola della casa circondariale di Pordenone per formalizzare la nomina in qualità di difensore di fiducia. Era accompagnato dal collega Valter Buttignol, che ha assistito Bedin in qualità di difensore d'ufficio nel corso dell'interrogatorio reso al sostituto procuratore Federica Urban.

L'incontro è stato breve, finalizzato alla formalizzazione della nomina del difensore. «Non abbiamo avuto modo di parlare di quello che è successo - conferma Mazzucato - Mi ha rappresentato la necessità di poter disporre di alcuni beni di prima necessità, come un cambio o le ciabatte...». Bedin, che in via Enrico Toti a Tiezzo vive con la compagna, giovedì notte è stato prelevato alle quattro dalla Squadra Mobile e portato in Questura. In carcere ha ancora i vestiti che indossava al momento del fermo. «Provvederò a portargli quello che gli serve, nessun altro può farlo», ha spiegato il legale.

Se non ci saranno impedimenti, oggi Bedin comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari Francesca Vortali per l'udienza di convalida del fermo inoltrata dalla Procura. L'imputazione provvisoria è di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla minorata difesa della vittima in ragione dell'avanzata età di Ruoso (87 anni). Il Gip è chiamato a valutarla e, nell'arco di 48 ore, a convalidare il fermo emesso nei confronti del 67enne in qualità di indiziato di delitto.