PORDENONE - «Potrebbe uccidere ancora». Oltre al pericolo di fuga a pesare nella decisione del gip Francesca Vortali, che ha confermato il carcere per Loriano Bedin, c'è la possibilità di reiterazione del reato. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pordenone nella sua ordinanza di convalida del fermo e applicazione della misura ripercorre l'esecuzione dell'omicidio Ruoso e conclude evidenziando come sia sintomo di una «personalità spregiudicata e implacabile nel cercare la propria vendetta, tanto che anche nell'interrogatorio reso non è emerso nessun rammarico o pentimento per quanto commesso».

Resta in cella Loriano Bedin, 67 anni, reo confesso accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla minorata difesa dell'imprenditore Mario Ruoso, 87 anni, patron dell'emittente TelePordenone e del Garage Venezia. La custodia cautelare è la misura applicata dal gip Vortali, che, nella sua ordinanza di 7 pagine ha anche convalidato il fermo eseguito dalla squadra Mobile alle 13.55 del 5 marzo scorso.

La valutazione non nasce da un singolo dettaglio, ma da una ricostruzione complessiva della vicenda che mette in luce elementi che attestano il pericolo di reiterazione del reato «che si ricavano - scrive il giudice - dalla lucidità e dall'estrema violenza esplicata per perpetrare l'omicidio, avendo colpito il Bedin con cruenza la vittima anche quando era a terra».