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6 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 19:10
La Corte d’Assise di Novara ha condannato a undici anni di reclusione Edoardo Borghini, il 64enne che il 19 gennaio 2025 uccise a fucilate il figlio Nicolò, 34 anni, al termine di una violenta lite avvenuta nell’abitazione di famiglia a Ornavasso, nel Verbano-Cusio-Ossola. I giudici gli hanno riconosciuto l’attenuante della provocazione, riducendo così la pena rispetto ai 22 anni di carcere richiesti dalla Procura. Secondo quanto ricostruito durante il processo, quella domenica sera Nicolò Borghini era rientrato a casa in stato di ebbrezza dopo aver trascorso il pomeriggio in alcuni bar della zona. Gli esami tossicologici eseguiti sul corpo della vittima hanno accertato un tasso alcolemico di circa 2,5 grammi per litro.
Una volta arrivato nell’abitazione, il giovane avrebbe reagito con violenza dopo aver trovato chiuso il portone del garage. La situazione degenerò rapidamente: Nicolò si scagliò contro i genitori e in particolare contro la madre, afferrandola per il collo, sbattendole la testa contro il muro e mordendole un braccio. Secondo quanto emerso in aula, tentò anche di aggredire il padre. A quel punto Edoardo Borghini imbracciò il fucile da caccia che deteneva regolarmente e sparò due colpi nel corridoio di casa, da distanza ravvicinata. Il figlio morì sul colpo. Subito dopo il 64enne si consegnò ai carabinieri.








