Avere un conto in banca, amministrare consapevolmente il proprio denaro e prendere decisioni informate a riguardo: l’indipendenza economica è una condizione fondamentale per la libertà e l’emancipazione delle donne. Ma, come registra l’Edufin Index 2025, le donne riportano in media 5 punti in meno degli uomini nelle competenze finanziarie - 54 contro 59 – mentre il gender gap più ampio si registra in Sardegna. A pesare, nel gap, gli stereotipi di genere per cui le donne sarebbero meno capaci di possedere e gestire le risorse finanziarie: false credenze che ostacolano bambine e ragazze già nei primi anni di scuola, durante cui cominciano ad avere minore fiducia nelle proprie capacità matematiche e finanziarie.
Secondo l’indagine “Alfabetizzazione finanziaria e competenze di finanza digitale dei giovani” della Banca d’Italia (2023), condotta su circa 5.400 italiani tra 18 e 34 anni, circa il 40% dei giovani non parla mai di denaro in famiglia e una quota analoga si sente a disagio a discutere di finanza. L’assenza di dialogo su denaro e gestione delle risorse limita le occasioni di apprendimento informale e contribuisce a spiegare perché le fragilità emergano già tra gli studenti. I dati Ocse-Pisa confermano competenze economiche fragili tra gli adolescenti italiani, che totalizzano 484 punti in alfabetizzazione finanziaria contro i 498 della media Ocse. La discrepanza non nasce all’università. Né nei primi anni di carriera. Parte molto prima: nelle percezioni di sé, nei modelli disponibili, nella distribuzione dei ruoli nelle attività educative e familiari.










