Se è vivo, non è la Guida Suprema dell’Iran. Se invece fosse morto, come anticipato da Il Tempo, sarebbe l’ennesimo duro colpo al regime già traballante. Il nome di Mojtaba Khamenei, il figlio dell’ayatollah ucciso nei raid israelo-americani della scorsa settimana, resta al centro di un doppio giallo: da un lato le voci non confermate sulla sua possibile morte, dall’altro la certezza che la successione al padre non è stata ancora decisa. La notizia circolata venerdì in tarda serata sulla presunta uccisione del figlio di Ali Khamenei non ha trovato ancora conferma ufficiale. Nel tardo pomeriggio di ieri, invece, i media israeliani diffondono la notizia del ferimento di Mojtaba che sarebbe stato colpito nel raid lanciato dall’Idf venerdì contro una struttura direttamente collegata alla famiglia Khamenei. Le sue condizioni sarebbero critiche: il destino del figlio di Kahamnei si intreccia con quello legato alla sopravvivenza degli ayatollah.