Chi ha detto che i fatti contano più delle parole? Certo, per trovare l’eccezione bisogna incappare in uno scienziato-inventore che, a tempo perso, fa anche l’imprenditore. È sempre stato così e la finanza a stelle e strisce, che di solito non fa sconti ad alcuno mettendo sempre in pole position gli incontestabili numeri, ha continuato a dargli credito incoronandolo come il Re Mida senza rivali del globo terracqueo. La leggenda continua a ripetersi. Il 2025, per certi versi, è stato un anno da incubo per la società ex leader della mobilità elettrica. I rivali cinesi di BYD hanno portato a termine il sorpasso come produttori di auto zero emission.

La crescita si è improvvisamente arrestata e, complici le polemiche per la discesa in politica del guru incrociando le traiettorie con il divisivo Donald Trump, invece di aumentare la produzione del 50% come da antiche promesse, i volumi si sono addirittura contratti. Il titolo della società, non poteva essere altrimenti, ha fatto le montagne russe al Nasdaq passando, in meno di 12 mesi, da 214 a 498 dollari, facendo passare la capitalizzazione prima a più che dimezzarsi, poi ad oltre che raddoppiarsi. Ora il valore complessivo di Tesla è oltre i 1.500 miliardi di dollari, una cifra da sempre sconosciuta nel comparto della mobilità.