“Dieci anni fa il mio governo ha istituito la carta del docente con 500 euro per ciascun insegnante. Tutti i governi successivi hanno confermato la mia misura. Ma da lunedì prossimo grazie al governo Meloni varrà solo 383. Una vergogna”.

Matteo Renzi attacca l’esecutivo. E stavolta la materia del contendere è una sua invenzione: quel voucher spendibile dai prof che attraverso una piattaforma possono acquistare corsi d’aggiornamento, libri, spettacoli teatrali e tanto altro.

Dopo più di sei mesi d’attesa, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha dato il via libera anche quest’anno all’agognata carta. Ma l’ammontare è sceso, per ciascun insegnante, di 117 euro.

Un taglio? Più che altro il prodotto di un allargamento coatto – necessario dopo diverse sentenze – della platea dei beneficiari, senza che venisse aggiunto al budget un euro.

Da lunedì 9 marzo la carta andrà ai docenti a tempo indeterminato, ai supplenti annuali con contratto fino al 31 agosto, ai loro colleghi nominati fino al 30 giugno, al personale educativo di educandati e convitti nazionali.