Seduti in piazza. Come in un film di Vincenzoni. Seguendo lo spirito del ragionier Bisigato, improbabile e maldestro seduttore della cassiera Virna Lisi. Mentre l'Italia esce dal Dopoguerra e Treviso inizia a gettare le basi del favoloso Nordest.
Compirebbe cento anni oggi Luciano Vincenzoni, lo script doctor del cinema. Per ricordarne la vita ieri mattina l'Associazione Vincenzoni ha voluto radunarsi sotto la Loggia dei Trecento, da Beltrame, e alzare i calici in un rito laico di commiato. Pensando anche, sul grande schermo dei cieli, al numero due del cinema trevigiano: Renato Casaro, l'ultimo illustratore di Hollywood che lo ha da poco raggiunto. Nasceva dunque a Treviso nel 1926 Luciano Vincenzoni, sceneggiatore di film che hanno fatto la storia: Il ferroviere, Sedotta e abbandonata di Pietro Germi, Per qualche dollaro in più e Il buono il brutto il cattivo di Sergio Leone, Il gobbo e La vita agra di Carlo Lizzani, fino a Malena di Giuseppe Tornatore e senza dimenticare Signore e Signori, insuperato ritratto della sua città natale.
Aveva studiato legge. Dopo i primi anni a Padova, malato di cinema, aveva avuto l'aiuto di due amici di famiglia per trasferirsi a Roma e iscriversi all'università. Ma ben presto gli incontri con il gotha della cultura italiana del dopoguerra (da Parise a Flaiano, da Germi a Fabrizi) lo avevano portato dalle parti di Cinecittà. Fece i primi soldi vendendo il soggetto di "Hanno rubato un tram" ad Aldo Fabrizi nel 1954 che poi affidò la sceneggiatura ad Alfredo Giannetti. E fu lui a proporlo a Pietro Germi cui Vincenzoni portò in dote la storia de Il ferroviere. Era l'inizio di un sodalizio fortunato, non sempre amorevole: dopo la più importante litigata i due divennero addirittura soci per mettere in cantiere il progetto di Signore & Signori. Nel frattempo però Vincenzoni si era costruito una solida fama di professionista scrupoloso, molto apprezzata da Dino De Laurentiis che lo mise sotto contratto in esclusiva per quattro anni ed ebbe in cambio, tra l'altro, la storia originale de La grande guerra.







