(di Daniela Giammusso) "No, a essere onesto, quarant'anni fa non lo avrei mai pensato che sarei stato qui, a La Sapienza, a celebrare Quelli della notte.
Ma tante cose non mi sarei aspettato, neanche il Cavalierato del lavoro ricevuto dal presidente della Repubblica".
Giacca blu, foulard e un'immutata voglia di divertirsi, per un pomeriggio Renzo Arbore sale "in cattedra" all'ateneo romano per l'anniversario di una delle sue più celebri creature. Compie infatti quarant'anni Quelli della notte, tra i programmi più rivoluzionari della televisione italiana e oggi vero cult, ideato insieme a Ugo Porcelli e in onda su Raidue dal 29 aprile al 14 giugno 1985.
Introdotti dalla rettrice Antonella Polimeni e dal docente del Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Andrea Minuz, con Arbore protagonisti a La Sapienza per un giorno sono anche Aldo Grasso, il critico televisivo per eccellenza, e Roberto D'Agostino, oggi votato all'informazione, ma al tempo tra i mattatori del programma nei panni del lookologo.
Molti degli altri - "con Porcelli scovammo 40 talenti, 40", dice Arbore - sono seduti in prima fila: Nino Frassica, alias Frate Antonino da Scasazza che dispensava improbabili "nanetti" (aneddoti) su sagre e concorsi di paese; Maurizio Ferrini, il comunista "osservante e praticante" che invocava un muro tra nord e sud all'altezza di Ancona; Simona Marchini, l'esperta di gossip; e poi Dario Salvatori, Andy Luotto, che con il suo "arabo" scatenò un caso politico con la Giordania.






