Mentre il suo ultimo film, L’innocente, era ancora in fase di doppiaggio, il 17 marzo 1976, Luchino Visconti morì a Roma, nel suo appartamento di via Fleming 101. A cinquant’anni dalla morte del regista, propongo un suo ricordo legato alla figura del professore Mario Praz, che ispirò Visconti per Gruppo di famiglia in un interno. Il film uscì nel 1974 (con la sceneggiatura di Suso Cecchi d’Amico). Il titolo inglese è Conversation Pieces. La pellicola è dichiaratamente ispirata alla figura di Praz e al suo libro Scene di conversazione. Film “prazzesco”, quindi. Il professore protagonista del capolavoro di Visconti è interpretato da Burt Lancaster (è già questo fatto, per chi ricorda Lancaster nel Gattopardo, è un omaggio a Praz: il Principe di Salina, che contempla i quadri sulla morte, era già una prefigurazione del mondo “prazzesco”?). Personaggio affascinante, ma impenetrabile. Deluso dal mondo e rintanato nel suo appartamento, in un antico palazzo di Roma, stracolmo di libri e oggetti d’arte. La vita serena del professore viene improvvisamente rivoluzionata dall’arrivo della Marchesa Bianca Brumonti (Silvana Mangano) e dal suo seguito (tra i quali spicca il “maledetto” Helmut Berger). Il professore, nonostante le continue delusioni, si ritrova in casa una nuova famiglia. La prima proiezione del film avvenne il 10 dicembre 1974. Il “vero” professore accettò di andarlo a vedere con Alvar Gonzáles-Palacios, suo ammiratore appassionato e, in fondo, grande allievo. La serata andò storta.