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Ultimo aggiornamento: 9:21
Pochi giorni fa è stato firmato il contratto per la realizzazione della fase B della nuova diga foranea del porto di Genova, con un quadro economico da 470 milioni di euro che porta il costo complessivo finora accertato a quasi 1,6 miliardi di euro (tutti pubblici) contro gli 1,3 preventivati in fase di progettazione.
La prima tranche fu appaltata a un consorzio guidato da Webuild dall’Autorità portuale del capoluogo ligure, allora presieduta da Paolo Signorini (che patteggiò poi 3 anni e 5 mesi nell’ambito del Totigate), nel novembre 2022.
Questa prima fase sarebbe dovuta terminare a novembre 2026. Oggi fortemente in ritardo, con 15 cassoni posati su 73, il termine è slittato tra fine 2027 e inizio 2028, mentre per i 30 cassoni della seconda fase (che sarebbe dovuta finire entro 2 anni dal reperimento del finanziamento, nel marzo 2024), il contratto con un differente appaltatore e la Regione Liguria come appaltante prevede 38 mesi e mezzo di lavori. Fine prevista quindi nel 2029 inoltrato, tre anni più tardi del previsto.







