Duro scontro in Consiglio regionale con D’Angelo (Pd) che ha contestato la mancanza dei dati di monitoraggio. I cassoni saranno pronti entro il 2027, dal 2028 le navi potranno passare
La costruzione della diga di Genova
Genova - Ancora una volta è la diga di Genova a far scoppiare la lite in Consiglio Regionale. Ad un'interrogazione del consigliere del Pd Simone D'Angelo, che ha chiesto chiarezza sulla "mancata trasparenza sui risultati dei campi prova e criticità nella realizzazione della nuova diga foranea del porto di Genova", ha risposto il presidente Marco Bucci, con un lungo intervento in cui elenca diversi dati: la posa del ventesimo cassone sui settanta della fase A (sarebbero invece ventisei quelli della fase B ma più piccoli per le diverse esigenze dovute alla profondità della prima, 50 metri, rispetto alla seconda, 25-30 metri), il superamento degli 880 metri di sviluppo complessivo. La posa della ghiaia è stata completata all’87% mentre le colonne realizzate per il consolidamento dei fondali sono il 96% del totale. Lo scanno è al 32%, per un avanzamento complessivo del 26%.
«I dati ci sono da più di sei mesi con risultati estremamente in accordo con le previsioni originali su cassoni e ghiaia» spiega Bucci, che poi commenta anche i dati sul terreno, ottenuti «sul campo» e non dai campi prova. «Quelli sul terreno ci sono da quattro mesi e sono dati confortanti. E' molto meglio per quello che riguarda la qualità del dato perché sono dati reali, non previsioni come doveva essere fatto secondo la prima proiezione. I sistemi messi nel terreno si sono rotti, troppa profondità, quindi abbiamo effettuato i monitoraggi sul momento, non appena messo ghiaia, scanno e cassone. Tutti e quattro i versi del cassone sono monitorati, tutto è monitorato e si vede quello che sta succedendo. Si è deciso di lavorare in parallelo invece che in sequenziale: sul sequenziale rischi il tempo, sul parallelo rischi la performance, ma il sistema deve funzionare».







