Genova, 27 apr. (askanews) – “Si tratta di partire con l’opera il prima possibile. Noi è dal 2024 che scriviamo, siamo arrivati ai documenti finali che non sono stati mai prodotti da Autostrade. È evidente che abbiamo bisogno di accelerare perché il vecchio progetto, il tempo di realizzazione è sui 12-15 anni. Sapete che una parte della terra doveva andare a finire anche dentro la diga di Genova. La diga di Genova verrà finita e se non partono i cantieri bisogna trovare altri posti di conferimento”. Lo ha detto il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, commentando, a margine dell’assemblea di Spediporto in corso a Genova, l’apertura del ministro Matteo Salvini all’ipotesi di suddivisione della Gronda autostradale di Genova in lotti funzionali.

“Oltretutto – ha aggiunto il viceministro – si è verificato che c’è una parte rilevante nel vecchio tracciato di presenza di amianto e di pressioni paragonabili a quelle riscontrate nel tunnel del Terzo Valico. Quello che noi vogliamo fare è cercare di avere il più possibile non solo la partenza dei lavori ma la realizzazione di un’opera che non impatti però sui pedaggi autostradali dei genovesi, dei liguri, ma anche di tutta la catena dell’autotrasporto pesante che vede in Genova come uno dei centri nevralgici. Quindi i pedaggi autostradali non possono essere incrementati in un momento di difficoltà così forte che hanno i nostri concittadini. Per cui quello che abbiamo chiesto è di fare varie ipotesi, di sottoporle e di fare in modo, se ci sono ipotesi che sono più semplici da realizzare e che possano partire prima, di accelerare sui lavori perché noi non possiamo aspettare all’infinito la realizzazione delle opere”.