Nei cantieri del Terzo valico dei Giovi si parla ormai piuttosto apertamente del 2030 anche se ufficialmente la data di conclusione dei lavori resta il 2027. Del resto, il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, intervistato poche settimane fa da La Stampa, aveva spiegato che «l’obiettivo è concludere le opere civili della linea entro la fine di questo governo. Poi per avere la circolazione dei treni sui binari ci saranno tempi più lunghi. Sarà necessario almeno un anno per il collaudo delle opere». In sostanza, abbandonata definitivamente l’ipotesi della chiusura dei cantieri tra Tortona e Genova della linea ferroviaria da 53 chilometri ad alta capacità nel 2026, si va verso il nuovo decennio.

Terzo valico, un bando da 135 milioni per armare i binari di un’opera infinita

A lanciare il sasso nei giorni scorsi è stato l’imprenditore genovese Beppe Costa: ha denunciato l’ulteriore slittamento e le sue parole sono state rilanciare dalla parlamentare di Italia Viva Raffaella Paita, da sempre ultras dell’opera arrivata ormai a costare oltre 10 miliardi, di cui 2,2 stanziati dal governo nell’ultimo anno, mentre i soldi del Pnrr sono stati in parte assegnati ad altre opere. «Temo che quanto dichiarato da Costa sia vero – dice Paita – visto che nessuno lo ha smentito. Ho visto “staccare il primo assegno” per il primo lotto del Terzo valico dal governo Berlusconi nel 2010 e, dopo quindici anni, siamo ancora qui con ritardi enormi».