CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - A una dozzina d’anni da Sochi 2014, ieri sera all’Arena di Verona è tornata a sventolare la bandiera della Russia (così come quella della Bielorussia), durante la cerimonia d’apertura di Milano Cortina 2026. E proprio nella Conca d’Ampezzo, attraverso un’intervista del presidente Andrew Parsons alla Bbc, in mattinata il Comitato paralimpico internazionale ha annunciato che «ai soldati russi feriti nella guerra con l’Ucraina sarà consentito di competere nelle future Paralimpiadi». Ottenuto il lasciapassare “politico” ai Giochi italiani, perciò, Mosca si prepara a schierare i veterani già a Los Angeles 2028.
È il caso ad esempio del buriato Tsyden Geninov, rimasto senza gamba quando prestava servizio nella 5ª Brigata corazzata autonoma delle guardie “Tacinskaja”, accusata di aver sparato a 26 civili ucraini. Secondo l’inchiesta dei giornalisti polacchi di Vot Tak, l’ex ufficiale è diventato atleta di tiro con l’arco nell’ambito di un’operazione strategica su vasta scala, che conterebbe già 70 veterani nelle squadre nazionali e 700 in quelle regionali: «I soldati che combattono contro l’Ucraina stanno diventando una riserva inesauribile in Russia per rifornire le squadre paralimpiche. Coloro che hanno ricevuto una disabilità al fronte vengono portati direttamente dal letto d’ospedale agli sport dai rappresentanti del Comitato paralimpico russo».













