La valanga azzurra sopra Cortina, l'inno russo di nuovo ammesso a una competizione ufficiale, gli ucraini infallibili nel biathlon, l'americana più forte di tutte le avversità.

Le Paralimpiadi italiane vanno in archivio, i volti copertina e i momenti entrano nei libri di storia dello sport.

L'Italia manda in bacheca la sua più bella Paralimpiade di sempre. Protagonista lo sci, in cui gli azzurri si sono scoperti una superpotenza. Il trionfo ha il volto della fassana Chiara Mazzel, trent'anni giovedì prossimo. A 18 perse quasi del tutto la vista per un glaucoma. "Dopo un lungo periodo trascorso chiusa in camera, lo sport ha rappresentato l'inizio della mia seconda vita", ha raccontato, spiegando che dopo l'accettazione della sua disabilità "la mia strada è stata in discesa".

Cortina è stata la consacrazione. Un oro, quello nel Super-G, e tre argenti, in discesa, combinata e gigante, prima dell'uscita in slalom. Per lei anche la soddisfazione di essere stata l'unica atleta a queste Paralimpiadi in grado di battere, una volta, Veronika Aigner che ha dominato il programma con quattro ori e un argento. Non male il tandem dell'austriaca col fratello Johannes, tre ori e un bronzo tra gli uomini sempre nella categoria vision imapaired. Ad accompagnare la fassana due guide: Nicola Cotti Cottini per le prove veloci e la combinata e Fabrizio Casal per quelle tecniche.