VENEZIA - Nel 2024 erano stati 90, l’anno scorso se ne sono contati 1.011 - un aumento del 1.023 per cento. In pratica, nei dodici mesi appena trascorsi, due contenziosi su cinque tra quelli gestiti dal Tribunale amministrativo regionale del Veneto riguardavano la cosiddetta “Carta docenti” - il contributo per l’aggiornamento professionale che il ministero dell’Istruzione riteneva non spettasse a precari e supplenti e che, invece, il giudice del lavoro ha riconosciuto anche a loro. E, con questi numeri, nel 2025 per la prima volta i ricorsi di ottemperanza hanno superato quelli in materia di edilizia e di urbanistica, che storicamente rappresentano invece l’impegno principale dei magistrati amministrativi.
Parlando dalla cattedra di palazzo Gussoni Grimani, finalmente in qualità di padrone di casa dopo l’acquisto dell’immobile, il presidente del Tar Leonardo Pasanisi ieri ha inaugurato l’anno giudiziario guardando ai dodici mesi appena trascorsi, segnati da 2.629 ricorsi (il 63 per cento in più del 2024, quando erano stati 1.610). A fronte di una carenza di organico che resta pesante (mancano ancora cinque magistrati su 19 previsti, e nove dipendenti amministrativi su 31, con questi ultimi destinati a ridursi ulteriormente nel corso dell’anno, quando sono previste altre quattro fuoriuscite) le aule venete sono comunque riuscite a smaltire il 45 per cento dei fascicoli aperti - a fine 2024 ne erano rimasti pendenti 2.187, al 31 dicembre 2025 erano 2.588.












