PORDENONE - Il corpo di Mario Ruoso è stato ritrovato dal nipote Alessandro verso le 14.15 di mercoledì. Nel giro di una decina di minuti sotto il condominio Brentella, in via Del Porto, davanti al Garage Venezia, si sono concentrate le auto dei soccorritori e della Polizia di Stato. In meno di un'ora la notizia che l'imprenditore era morto ha fatto il giro della città.
Loriano Bedin a metà pomeriggio era in via Vallona, nello studio della curatrice che si occupa della liquidazione giudiziale di Radiotelepordenone. Doveva incontrarla insieme a un consulente tecnico chiamato a verificare se il ramo d'azienda sia stato ceduto a una somma congrua. Arriva una telefonata al consulente: «È morto Ruoso». A telefonare è il giornalista Gigi Di Meo, emblema di Tpn. Viene messo in viva voce e conferma la tragica notizia. Bedin ascolta e manifesta tutta la sua meraviglia. «Ma che fine ha fatto», mormora.
Otto ore era appostato sulle scale ad aspettare che l'imprenditore uscisse di casa, pronto a colpirlo a morte. Chi conosce Bedin parla di un uomo mite, che non alzava mai la voce. Anzi, pronto a risolvere qualsiasi situazione. Chi lo ha incontrato verso sera, quando la notizia che Ruoso era stato ucciso è stata ufficializzata, parla di un uomo scosso, dispiaciuto per la tragica fine dell'uomo con cui aveva condiviso tante battaglie legate al mondo delle emittenti televisive.















