Fregati da una fregata. La sbornia della sinistra italiana per il conducador Pedro Sanchez è durata lo spazio di una giornata. Scarsa. Il tempo, cioè, che il ministero della Difesa annunciasse l’invio della fregata spagnola “Cristobal Colon” a difesa di Cipro. Appoggiando di fatto l’analoga iniziativa presa dal governo francese. Addio neutralità iberica. Con buona pace anche dei commentatori come Michele Serra e Massimo Gramellini che su Repubblica e La Stampa ci avevano spiegato quanto sarebbe stato bello essere spagnoli. E a lenire il mal di testa post-sbronza dell’opposizione italiana, non sono bastate le parole del governo spagnolo sul fatto «mandare la fregata con scopi difensivi non vuol dire entrare in guerra». Una versione subito infilzata dal leader di Vox Santiago Abascal: «Pedro Sanchez è un bugiardo senza limiti. Dopo aver proclamato il suo no alla guerra, ha inviato una nave nella zona di guerra. Sanchez è un servile coi potenti e un tiranno con i deboli».
A sinistra han provato a far finta di nulla, continuando a raccontare del premier spagnolo «con la schiena dritta». Giusto per allungare il brodo in attesa che le Aule di Camera e Senato ospitassero l’informativa dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, ignari del fatto che il peggio dovesse ancora succedere. Dopo aver sbandierato per giorni l’unità granitica dell’opposizione, la stessa si è presentata in aula con quattro mozioni distinte. Una firmata da Pd-M5S-Avs; un’altra da Italia Viva; un’altra ancora da Azione e Pld; e la quarta da +Europa. Una mezza disfatta. Alla fine l’unica a passare è stata quella presentata dalla maggioranza emendata con alcune proposte di Italia Viva, Azione e +Europa. Quella del “campetto” largo invece è stata bocciata. L’unica nota positiva per l’opposizione è che, a differenza di quanto successo nel passato, almeno il Pd non ha contato defezioni nelle sue file. Hanno votato tutti compatti. Quasi un evento.















