Dimenticate le cartoline patinate del Chianti e il traffico delle Langhe: esiste un triangolo di terra, a un’ora esatta da Milano, che ha la forma di un grappolo d'uva e un'anima contadina. È l’Oltrepò Pavese, il segreto forse meglio custodito del 45° Parallelo. Qualcuno lo chiama "La Toscana del nord" per i vigneti e le morbide colline. Ma, al di là degli appellativi, resta uno dei luoghi più “lenti” d’Italia.
Qui il lusso non si esibisce, ma al massimo si sorseggia: tra i borghi di pietra di Fortunago e le pendenze vertiginose dove il Pinot Nero sfida la gravità, la bellezza non si ostenta, e il paesaggio è fatto di nebbie poetiche, castelli silenziosi, profumo del Salame di Varzi e misticità dell'Eremo di Sant'Alberto di Butrio. Un viaggio slow, quello nell’Oltrepò pavese, tra panorami da panchina gigante e portici medievali.
Alla scoperta della Bonarda
La Primavera dei Vini di Rovescala è uno degli appuntamenti più attesi per gli amanti del vino nell’Oltrepò Pavese e rappresenta un’occasione per scoprire da vicino la Bonarda, il rosso simbolo di questo territorio. Tutte le domeniche di marzo, tra colline costellate di vigneti, Rovescala diventa il punto di riferimento per chi desidera vivere un’autentica esperienza all’insegna del vino.






