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Ultimo aggiornamento: 13:36
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La guerra in Iran scatenata dagli attacchi di Usa e Israele contro Teheran rischia di innescare una crisi petrolifera e rincari energetici su vasta scala. India e Cina provano mettere in sicurezza le loro forniture, mentre il Financial Times ha rilanciato l’allarme del ministro dell’energia del Qatar Saad al-Kaabi. Secondo il governo di Doha, il conflitto in Medio Oriente potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane, con l’effetto di far salire drasticamente i prezzi del petrolio. “Ciò farà crollare le economie mondiali” avverte Saad al-Kaabi alla testata finanziaria londinese. La previsione del Qatar, se la guerra continuasse, è l’impennata alle stelle dei prezzi dell’energia con la frenata della crescita globale. Dopo il monito del ministro del ministro di Doha. Il Wti (West Texas Intermediate, uno degli indicatori del prezzo) è salito del 4% a 84,22 dollari, mentre il Brent avanza del 2% a 87,1 dollari. Ed è in questa situazione che rischia di impazzire che si fa avanti il Cremlino: “La domanda di risorse energetiche russe – dice il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov – è aumentata significativamente a causa dell’aggravarsi della situazione in Medio Oriente, in particolare con le difficoltà di attraversamento dello Stretto di Hormuz”. “Stiamo registrando un significativo aumento della domanda di risorse energetiche russe, di energia, in relazione alla guerra in Iran”, ha affermato il portavoce di Vladimir Putin. Mosca fa sapere insomma che la Russia è “in grado di garantire la continuità di tutte le forniture previste dai contratti” e continua le forniture in particolare a Pechino e New Delhi.













