Nel cuore di Campo Marzio, a pochi passi dal Pantheon e da Palazzo Montecitorio, Roma accoglie un nuovo protagonista dell’ospitalità di lusso. Ha aperto il Corinthia Rome, primo hotel italiano del gruppo maltese Corinthia Hotels, ricavato nello storico edificio dell’ex sede della Banca d’Italia in Piazza del Parlamento. Il palazzo, progettato nel 1914 da Marcello Piacentini, è stato oggetto di un lungo restauro che ha preservato marmi, affreschi e dettagli architettonici originali, reinterpretandoli con un design contemporaneo. Con 60 camere – di cui 21 suite – due ristoranti, un bar e una spa realizzata nell’antico caveau della banca, il nuovo indirizzo romano del gruppo punta a inserirsi tra le destinazioni più esclusive dell’hotellerie capitolina. Tra gli elementi più attesi del progetto c’è la presenza dello chef Carlo Cracco, chiamato a firmare l’intera proposta gastronomica dell’hotel.

Dal regno del gin al bar all’ombra dei monumenti, le nuove aperture romane da scoprire

04 Marzo 2026

Spazi e possibilità

Roma, secondo Carlo Cracco, è una città piena di spazio e possibilità. Ed è proprio questa convinzione ad averlo spinto a sposare il progetto, sin dagli esordi. “Credo di aver posato la prima pietra insieme al Ceo - racconta -. Sono stato chiamato nel 2022, quindi sì, è da un bel po’ che ci stiamo lavorando”. L’idea di sbarcare nella capitale, era da sempre nei suoi pensieri. “Se qualcuno mi avesse chiesto dove mi sarebbe piaciuto aprire un ristorante, avrei sempre risposto Roma. Credo che qui ci sia molto spazio, tante possibilità. In questo momento poi la vedo molto bene. Un po’ come Milano sette o otto anni fa, quando la città spingeva forte e i locali crescevano come funghi”. Il progetto gastronomico del Corinthia si articola in anime diverse, ma complementari. Da una parte La Piazzetta, il cortile interno dell’hotel pensato come uno spazio più informale dove la tradizione regionale viene riletta con libertà. “In questo spazio proporremo cucina romana – spiega Cracco –, ma con qualche tocco personale. Un po’ milanese, un po’ di qua, un po’ di là. Diciamo con qualche intersezione”. Dall’altra parte c’è Viride, il ristorante fine dining dell’hotel, dove la proposta si fa più strutturata. “Qui invece la cucina sarà molto più contemporanea, ma sempre legata tantissimo al territorio”.