Quel politico furbastro di Pedro Sanchez (che, innanzi tutto per tener insieme la sua scombinata maggioranza, deve tener buoni i suoi “soci” estremisti impegnati a come nel resto d’Europa - raccogliere voti di immigrati islamici fondamentalisti) dice che oggi il problema è dire “no” alla guerra in Iran perché così si evitano catastrofi peggiori. In realtà il problema è esattamente il contrario: il mondo è pieno di guerre dall’Ucraina a quelle che covano sotto la cenere a Gaza o in Libano, dagli scontri tra afghani e pakistani, dai conflitti tra thailandesi e cambogiani, dalle guerre tra mercenari russi e l’Isis negli stati subsahariani, dai massacri nel Sudan a quelli in Nigeria.
Ogni giorno Pechino minaccia di invadere Taiwan e il Giappone ha scelto di riarmarsi così come la Germania. Nel Sud America i narcos messicani hanno fatto centinaia di migliaia di morti solo negli anni più recenti, mentre nelle favelas di Rio de Janeiro gli interventi della polizia hanno ormai caratteristiche militari. E a tutto ciò vanno aggiunti le decine di migliaia di morti da fentanyl negli Stai Uniti.
IRAN, LA DIRETTA. "QUATTRO ARRESTI A LONDRA PER SPIONAGGIO"
Prosegue la guerra in Iran iniziata sabato scorso con gli attacchi di Israele e Usa. Il conflitto è ormai regiona...









