Caro direttore, desidero esprimere il mio rammarico per quanto sta avvenendo in Iran e nel Golfo Persico. Non mi aspettavo questa scelta azzardata da parte di Trump: mi ha deluso, attaccare senza preavviso in modo unilaterale e aggressivo. Gli Stati Uniti sostengono di non essere stati loro a bombardare la scuola delle bambine innocenti, morte senza accorgersene probabilmente e volate via come i loro sogni di infanzia. Eppure è chiaro che in ogni guerra ci sono civili che perdono la vita per colpa dell’odio che anima chi provoca i conflitti. Ecco, io non avevo mai visto Trump così rabbioso nei suoi discorsi che inneggiano a egoismo e protagonismo. Ormai le frasi insensate che pronuncia sembrano caratterizzarlo: crede di essere salito su un trono di onnipotenza? La Costituzione afferma di ripudiare la guerra e io mi auguro che il nostro Paese e l’Ue non cedano a richieste belligeranti. Prevalga il buonsenso!

Alessandra Cozzarizza Spilimbergo

Pordenone

Cara lettrice, la delusione è sempre proporzionale alle aspettative. Non so quali fossero le sue rispetto al secondo mandato presidenziale di Donald Trump. Dal mio personale punto di vista quello che sta accadendo non è così sorprendente. Non mi fraintenda: non voglio dire che l’attacco all’Iran fosse prevedibile né tantomeno che l’avessi previsto. Non ho minimamente queste capacità. Ma l’esperienza ci ha dimostrato in questi mesi che disinvoltura e la spregiudicatezza sono una cifra costante del modo di agire di Trump. Non c’è uno schema o una strategia. Prevale il “movimentismo” presidenziale. Che dipende dalle condizioni, dalle contingenze e dalle convenienze del momento. Del resto il presidente che in questi giorni, senza passare dal Congresso americano e senza neppure coinvolgere nessuno dei tradizionali alleati primo fra tutti la Gran Bretagna, ha impegnato gli Stati Uniti in Iran in quello che si annuncia come uno dei più infidi e complessi conflitti degli ultimi decenni, è lo stesso che ha condotto una campagna elettorale (vincendola) all’insegna dell’ “America first” (l’America prima di tutto) e del “Zero guerre” che infatti sono due capisaldi del pensiero Maga, il movimento più legato all’ideologia trumpiana.