La motivazione è più o meno sempre la stessa: il soggetto attuatore (a volte è la Soprintendenza statale, altre Roma Capitale) fa presente al sindaco che gli imprevisti mettono a rischio il rispetto delle scadenze del Pnrr, ovvero la conclusione dei lavori entro giugno prossimo. Questo giustifica l’«urgenza» con cui si deroga alle procedure standard e si va a negoziare «con unico operatore».
Pnrr, lavori sui monumenti senza bandi. Deroghe per oltre 7 milioni
Gare deserte, imprese che rinunciano, accordi quadro che scadono. Si sta rivelando piena di ostacoli la strada verso le opere di riqualificazione del ...









