Pareri entro 30 giorni, o 45 quando sono in gioco tutela ambientale, paesaggistica, beni culturali, salute o incolumità pubblica. Digitalizzazione completa delle procedure. E soprattutto obbligo generalizzato di non limitarsi a negare l’autorizzazione, ma di aggiungere all’eventuale «dissenso» le istruzioni su come correggere la rotta per ottenere il via libera, indicando quando possibile anche una stima dei costi necessari a rispettare le prescrizioni, che devono comunque rispettare i princìpi di «proporzionalità, efficacia e sostenibilità finanziaria».

Trasformazione strutturale

Tra le novità più importanti del capitolo semplificazioni costruito al ministero per la Pa di Paolo Zangrillo e inserite nella bozza di decreto legge sul Pnrr, atteso in consiglio dei ministri entro fine gennaio per disciplinare l’ultimo giro di corsa nell’attuazione del Piano, c’è la trasformazione strutturale della conferenza dei servizi «accelerata», sperimentata in questi anni per accelerare gli investimenti e rispettare i tempi delle procedure fissati dagli obiettivi comunitari.

Meccanismo sprint

Il meccanismo sprint della conferenza dei servizi, l’organo che riunisce le Pa chiamate a dare pareri e autorizzazioni sugli investimenti complessi come le opere pubbliche e le infrastrutture, nasce nell’emergenza. La sua comparsa risale infatti al decreto semplificazioni del 2020, che provò a rilanciare un’economia ancora bloccata da un’emergenza pandemica poi rivelatasi molto più lunga del previsto.