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8 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:05

Non solo piloni, binari e trivelle. Nel cosiddetto decreto Commissari, appena convertito in legge, non ci sono soltanto norme dedicate al Ponte sullo Stretto, alla sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso o alla Linea C della metropolitana di Roma. Nel testo c’è spazio anche per una disposizione che riduce i controlli sulla sicurezza delle strutture sanitarie in nome della velocità. L’articolo 6-bis, inserito in corsa durante i lavori parlamentari al Senato, stabilisce infatti che per le opere finanziate dal Pnrr l’autorizzazione all’esercizio scatti immediatamente con la semplice presentazione della domanda. In pratica, si potrà iniziare a prendere in cura i pazienti prima ancora che avvengano i sopralluoghi tecnici delle autorità, che avranno tempo fino a dodici mesi per verificare se gli standard di sicurezza siano stati davvero rispettati.

Niente più controlli preventivi dunque. Quelli che, per intendersi, finora avevano garantito che una struttura fosse tecnicamente in regola prima di accogliere i pazienti. Tutte le verifiche, per motivi d’urgenza, saranno posticipate. Nel mentre, le strutture potranno già essere pienamente operative senza che nessuno abbia ancora controllato che abbiano effettivamente i requisiti minimi. L’origine della misura è da rintracciare nel grave ritardo accumulato dal governo nella realizzazione degli investimenti sanitari previsti dal Pnrr. L’esecutivo ha la necessità di accelerare in vista della scadenza di giugno 2026, che incombe come una ghigliottina sui miliardi europei. Con l’arrivo dell’estate, le Case della comunità e le altre strutture sanitarie dovranno essere operative, almeno sulla carta, per evitare il definanziamento.