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Ultimo aggiornamento: 7:01

Non sono bastati i commissari nominati dal governo per garantire il rispetto delle tempistiche dei lavori ferroviari finanziati dal Pnrr nel territorio bergamasco e sulla Milano-Pavia. Il raddoppio della linea Bergamo–Ponte San Pietro, il collegamento ferroviario tra Bergamo, l’aeroporto di Orio al Serio, la nuova stazione ferroviaria di Bergamo, il potenziamento della linea Gallarate–Rho e quadruplicamento della Milano-Pavia registrano, infatti, ritardi di almeno un anno.

I primi tre interventi avrebbero dovuto essere completati entro le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, ma oggi accumulano slittamenti significativi, con pesanti disagi per i pendolari e un sicuro incremento dei costi complessivi.

Particolarmente critico appare il ruolo del Commissario straordinario nominato per le opere su Bergamo e su Gallarate, che è anche il direttore della Direzione Operativa Territoriale Infrastrutture di Milano di Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Si tratta della struttura che ha la competenza operativa sull’infrastruttura ferroviaria del Nord Italia, Lombardia compresa, e quindi sulle opere lombarde. In altre parole, il Commissario dovrebbe vigilare sull’operato di RFI che se stesso dirige, essendo lo stesso che ha appaltato i lavori e ne gestisce la realizzazione tecnica.