Una lista di venti nomi tra i quali dovranno essere scelti dall’assemblea del Monte dei Paschi convocata per il 15 aprile, quelli che entreranno a far parte del consiglio di amministrazione del Monte. E tra loro ci saranno il presidente e l’amministratore delegato.
Non toccherà a Luigi Lovaglio continuare a guidare la banca. Il suo nome non è stato inserito nella lista del consiglio di amministrazione approvata ieri dal board del Monte. A incidere sulla decisione dei consiglieri di non ricandidare l’attuale capo azienda avrebbero pesato dinamiche interne del cda.
«Molto probabilmente - ha commentato Lando Sileoni, segretario della Fabi, il principale sindacato dei bancari - stanno pesando i rapporti personali all’interno della banca. Noi non facciamo tifo per nessuno - ha aggiunto Sileoni - per noi l’importante è che Mps resti autonoma».
Secondo quanto riportato dall’Ansa, a incidere sarebbero state inoltre, le preoccupazioni sulle conseguenze future per la banca del coinvolgimento di Lovaglio nell’indagine della Procura di Milano sul presunto concerto nell’Ops su Mediobanca. Così come un peso lo avrebbe avuto, sempre secondo l’Ansa, l’accoglienza fredda da parte del mercato del piano industriale presentato il 27 febbraio dallo stesso manager, con la scarsa visibilità sull'integrazione con Piazzetta Cuccia. Ieri, come riportato dal comunicato del Monte dei Paschi, è arrivato anche il via libera della Banca centrale europea alle modifiche dello statuto che autorizzano la presentazione della lista del cda. La stessa Bce nelle settimane scorse aveva chiesto di integrare il consiglio di amministrazione con persone con competenze in campo finanziario e bancario.












