Per lungo tempo, anche troppo, se declinato al maschile ha espresso professionalità, mentre al femminile necessità amatoriale. Il termine cuoco/cuoca ha per secoli avuto questa doppia vita: mestiere, professione riconosciuta per gli uomini, mentre per le donne sostentamento della casa, nutrimento per la famiglia. Eppure nel corso della storia i focolari sono stati retti proprio da donne, alcune delle quali hanno contribuito in maniera decisiva a imprimere delle svolte nella gastronomia e nella storia della cucina.Prima ginecologa riconosciuta dell’epoca antica, Trotula si formò intorno al 1050 alla Scuola salernitana, leggendario centro medico e scientifico dei tempi. Nei suoi studi e lavori il benessere della donna era al centro dell’attenzione, dall’ostetricia alla cosmesi, e nei suoi trattati si ritrovano spunti per l’alimentazione, soprattutto per il periodo della gravidanza e del puerperio.
Figura dirompente per il tempo, Trotula è stata recentemente presa come “testimonial” per i precetti della Dieta Mediterranea. Magia e stregoneria nei secoli bui hanno ammantato le donne, più per paura che per verità. Nel Medioevo e Rinascimento sovrani e nobili, temendo l’avvelenamento da pozioni e intrugli, non affidavano le loro cucine alle donne, ma a uomini nei quali riponevano più fiducia. C’è in questo contesto però una nobildonna fiorentina che, storia o leggenda, ricordano per l’impulso che diede alla cucina, in particolare a quella francese. Caterina de’ Medici, sposa del futuro re di Francia, era una raffinata buongustaia. A corte portò il gusto della mise en place, buone maniere e nuovi sapori.










