Il sindaco di Bologna Matteo Lepore, l’ex premier Romano Prodi e il capo dei vescovi italiani Matteo Maria Zuppi hanno deciso di festeggiare. Non la Quaresima, bensì l’Iftar, il pasto con cui i musulmani celebrano la fine del Ramadan. Lo hanno fatto sabato scorso insieme al caldo abbraccio della comunità islamica bolognese.
Prima sono saliti sul palco allestito in piazza Lucio Dalla, per l’ottava edizione dell’Iftar street, poi tutti seduti alle lunghe tavolate per la grande cena collettiva sotto la tettoia Nervi. In mattinata erano scattati i bombardamenti americani in Iran, con l’uccisione dell’ayatollah Khamenei. L’occasione era troppo ghiotta per non condannare l’attacco militare da parte di Stati Uniti e Israele. Con loro c’era anche Yassine Lafram, imam della Comunità islamica bolognese e già presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia (Ucoii), che a settembre si era imbarcato sulla Flotilla per veleggiare verso Gaza. Lo stesso Lafram che a novembre faceva riunioni con Mohammad Hannoun (poi arrestato in quanto ritenuto referente italiano di Hamas) per parlare proprio di Flotilla e scagliarsi contro lo "Stato genocida di Israele". "Il nostro mondo di oggi deve essere governato dalla legge internazionale e dalle convenzioni internazionali. Non possiamo pensare di salvare una popolazione con i bombardamenti. Il popolo iraniano ha il diritto alla libertà, ha il diritto all’autodeterminazione ma deve essere il fautore del proprio destino", ha detto Lafram. Dal canto suo, il cardinale Zuppi invece ha spiegato così la sua presenza alla festa islamica: «Essere credenti vuol dire essere fratelli e dialogare, camminare insieme, imparare a conoscersi e a rispettarsi: è quello che Dio vuole per tutti gli uomini della terra». Pochi giorni prima, lo stesso Zuppi aveva inviato un messaggio ufficiale alle comunità islamiche bolognesi: "Il vostro sacro mese di Ramadan quest’anno coincide con la santa Quaresima cristiana. Viviamo dunque lo stesso tempo di penitenza, preghiera, solidarietà... simbolo di un incontro profondo tra i nostri cuori".








