Dopo mesi di combattimenti, i cani che vivono vicino al fronte in Ucraina non sono più gli stessi. Uno studio scientifico su 763 esemplari mostra che sono diventati più piccoli, più magri e più simili ai loro antenati selvatici. La guerra, spiegano i ricercatori, sta agendo come un “brutale filtro di selezione naturale”.

Uno studio sul campo in nove regioni ucraine

La ricerca è stata condotta tra marzo 2023 e gennaio 2024 da un team guidato da Mariia Martsiv e Ihor Dykyy dell’Ivan Franko National University of Lviv, in collaborazione con studiosi polacchi e austriaci. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Evolutionary Applications.

Sono stati analizzati 763 cani randagi o semi-randagi in nove regioni dell’Ucraina, suddivise in tre grandi aree: zone occidentali relativamente sicure, territori centrali pericolosi e aree prossime alla linea del fronte orientale.

I dati sono stati raccolti con strumenti semplici: bilancia, metro, fotografie e campioni di pelo. I ricercatori hanno valutato altezza, peso, indice di massa corporea (BMI), presenza di malattie o ferite, forma del muso, posizione delle orecchie, tipo di mantello e dimensione dei gruppi sociali.