Ipaesi arabi del Golfo sotto attacco da parte dell’Iran stanno reggendo l’urto, ma il vero nodo potrebbe emergere se il conflitto dovesse protrarsi. Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrein hanno finora limitato i danni grazie a sofisticati sistemi di difesa aerea acquistati soprattutto dagli Stati Uniti, come i Patriot e i Thaad. Si tratta di apparati che intercettano i vettori nemici attraverso radar avanzati e lanciano missili per distruggerli in volo prima che raggiungano gli obiettivi. Il problema è che ogni missile iraniano richiede spesso due, talvolta tre intercettori per essere neutralizzato. In una guerra di logoramento, questo squilibrio può diventare decisivo: se Teheran dispone di una riserva più ampia di ordigni offensivi rispetto alle scorte difensive dei Paesi del Golfo, il rischio è quello di ritrovarsi progressivamente scoperti.